DOGANA – Riscossione – in genere

Corte giustizia UE   sez. III   06 settembre 2012   n. 262  

Nella causa C-262/10,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Bundesfinanzhof (Germania), con decisione del 30 marzo 2010, pervenuta in cancelleria il 27 maggio 2010, nel procedimento

Döhler Neuenkirchen GmbH

contro

Hauptzollamt Oldenburg,

LA CORTE (Terza Sezione),

composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dal sig. J. Malenovský, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, dai sigg. G. Arestis (relatore) e D. Šváby, giudici,

avvocato generale: sig. N. Jääskinen

cancelliere: sig. B. Fülöp, amministratore, successivamente sig.ra A. Impellizzeri, amministratore

vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 13 aprile 2011,

vista l’ordinanza di riapertura della fase orale del 25 ottobre 2011 e in seguito all’udienza del 1° dicembre 2011,

considerate le osservazioni presentate:

– per la Döhler Neuenkirchen GmbH, da H. Bleier, Rechtsanwalt;

– per lo Hauptzollamt Oldenburg, da A. Gessler, Oberregierungsrätin;

– per il governo ceco, da M. Smolek e V. Štencel, in qualità di agenti;

– per la Commissione europea, da L. Bouyon e B.-R.. Killmann, in qualità di agenti,

sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza dell’8 marzo 2012,

ha pronunciato la seguente

Fatto

Sentenza

1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE) n. 648/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 aprile 2005 (GU L 117, pag. 13; in prosieguo: il «codice doganale»).

2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Döhler Neuenkirchen GmbH (in prosieguo: la «Döhler») e lo Hauptzollamt Oldenburg (Ufficio doganale centrale di Oldenburg; in prosieguo: lo «Hauptzollamt») in ordine a un’obbligazione doganale all’importazione reclamata alla Döhler a motivo del fatto che un conto di appuramento relativo a merci vincolate al regime del perfezionamento attivo nella forma del sistema della sospensione è stato presentato all’ufficio doganale di controllo oltre il termine all’uopo fissato.

Contesto normativo

Il codice doganale

3 Il regime del perfezionamento attivo nella forma del sistema della sospensione è definito all’articolo 114, paragrafo 1, lettera a), del codice doganale. Tale regime consente di sottoporre a lavorazione sul territorio doganale dell’Unione europea, per far subire loro una o più operazioni di perfezionamento, merci non comunitarie destinate ad essere riesportate fuori del suddetto territorio sotto forma di prodotti compensatori, senza essere soggette ai dazi all’importazione né a misure di politica commerciale. Conformemente al paragrafo 2, lettere c) e d), del medesimo articolo, i prodotti compensatori sono tutti i prodotti risultanti da operazioni di perfezionamento, segnatamente dalla trasformazione delle merci.

4 L’articolo 89, paragrafo 1, del codice doganale è così formulato:

«Un regime economico sospensivo è appurato quando le merci vincolate a questo regime o, se del caso, i prodotti compensatori o trasformati ottenuti sotto tale regime ricevono una nuova destinazione doganale ammessa».

5 L’articolo 118, paragrafi 1 e 2, del codice doganale prevede quanto segue:

«1. L’autorità doganale stabilisce il termine entro il quale i prodotti compensatori devono essere stati esportati o riesportati o avere ricevuto un’altra destinazione doganale. (…)

  1. Il termine decorre dal giorno in cui le merci non comunitarie sono vincolate al regime di perfezionamento attivo. L’autorità doganale può prorogarlo, su richiesta debitamente giustificata del titolare dell’autorizzazione.

Per motivi di semplificazione, si può decidere che i termini la cui decorrenza inizia in un mese civile o in un trimestre scadano l’ultimo giorno, secondo il caso, del mese civile o del trimestre successivo».

6 Il capitolo 2 del titolo VII del codice doganale, intitolato «Obbligazione doganale», contiene le disposizioni relative alla nascita dell’obbligazione doganale. Tale capitolo contiene in particolare gli articoli 201-205 che prevedono le fattispecie che fanno sorgere un’obbligazione doganale all’importazione.

7 L’articolo 204, paragrafi 1 e 2, del codice doganale dispone quanto segue:

«1. L’obbligazione doganale all’importazione sorge in seguito:

  1. a) all’inadempienza di uno degli obblighi che derivano, per una merce soggetta a dazi all’importazione, dalla sua permanenza in custodia temporanea oppure dall’utilizzazione del regime doganale cui è stata vincolata, oppure

(…)

in casi diversi da quelli [relativi alla sottrazione al controllo doganale di una merce soggetta a dazi all’importazione], sempre che non si constati che tali inosservanze non hanno avuto in pratica alcuna conseguenza sul corretto funzionamento della custodia temporanea o del regime doganale considerato.

  1. L’obbligazione doganale sorge quando cessa di essere soddisfatto l’obbligo la cui inadempienza fa sorgere l’obbligazione doganale (…)».

Il regolamento di applicazione

8 La Commissione europea, il 2 luglio 1993, ha adottato il regolamento (CEE) n. 2454/93 che fissa talune disposizioni d’applicazione del regolamento n. 2913/92 (GU L 253, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE) n. 214/2007 della Commissione, del 28 febbraio 2007 (GU L 62, pag. 6; in prosieguo: il «regolamento di applicazione»).

9 L’articolo 496, lettera m), del regolamento di applicazione definisce il «termine per l’appuramento» come «il termine entro il quale alle merci o ai prodotti dev’essere stata assegnata una nuova destinazione doganale ammessa».

10 L’articolo 521 del medesimo regolamento di applicazione dispone quanto segue:

«1. Entro la scadenza del termine di appuramento, indipendentemente dal ricorso alla globalizzazione in conformità dell’articolo 118, paragrafo 2, secondo comma, del codice [doganale],

– in caso di perfezionamento attivo (sistema della sospensione) (…), il conto di appuramento dev’essere presentato all’ufficio di controllo entro trenta giorni,

(…)

Quando circostanze particolari lo giustifichino, l’autorità doganale può prorogare tale termine anche oltre la scadenza prevista.

  1. Il conto di appuramento o la domanda di rimborso contengono le seguenti indicazioni, salvo che l’ufficio di controllo disponga altrimenti:
  2. a) gli estremi dell’autorizzazione;

(…)

  1. e) il riferimento alle dichiarazioni di vincolo al regime delle merci d’importazione;
  2. f) il tipo e la quantità dei prodotti compensatori o trasformati o delle merci tal quali e la destinazione doganale ammessa alla quale essi sono stati assegnati con riferimento alle dichiarazioni, agli altri documenti doganali o a qualsiasi altro documento relativo e ai termini di appuramento corrispondenti;

(…)

  1. i) l’ammontare dei dazi all’importazione da pagare, da rimborsare o da abbonare e, se del caso, l’ammontare degli interessi compensativi da pagare; se tale ammontare si riferisce all’applicazione dell’articolo 546, ne è fatta menzione;

(…)

  1. L’ufficio di controllo può procedere alla compilazione del conto di appuramento».

11 L’articolo 546, primo e secondo comma, del regolamento di applicazione, prevede quanto segue:

«[L’autorizzazione a beneficiare del regime rilasciata dalla autorità doganale] indica se i prodotti compensatori o le merci tal quali possono essere immesse in libera pratica senza dichiarazione doganale, fatti salvi i divieti o le misure restrittive. In tal caso, esse si considerano immesse in libera pratica, se sono prive di destinazione doganale alla scadenza del periodo di appuramento.

Ai fini dell’applicazione dell’articolo 218 paragrafo 1, primo comma, del codice [doganale], la dichiarazione di immissione in libera pratica si considera presentata e accettata e lo svincolo della merce concesso al momento della presentazione del conto di appuramento».

12 L’articolo 859 del regolamento di applicazione, contenuto nella parte IV dello stesso, dedicata all’obbligazione doganale, e più precisamente al suo titolo II, intitolato «Nascita dell’obbligazione doganale», così recita:

«Ai sensi dell’articolo 204, paragrafo 1 del codice [doganale] si ritiene che non abbiano alcuna conseguenza sul corretto funzionamento della custodia temporanea o del regime doganale considerat[o] le seguenti inosservanze, sempreché:

– non costituiscano un tentativo di sottrarre la merce al controllo doganale,

– non rivelino una manifesta negligenza dell’interessato, e

– a posteriori siano espletate tutte le formalità necessarie per regolarizzare la posizione della merce:

(…);

9) nel quadro dei regimi di perfezionamento attivo e della trasformazione sotto controllo doganale, il superamento del termine per la presentazione del conto di appuramento, quando sarebbe stata concessa una proroga ove tempestivamente richiesta;

(…)».

13 Ai sensi dell’articolo 860 del regolamento di applicazione, «[c]onformemente all’articolo 204, paragrafo 1 del codice [doganale], l’autorità doganale ritiene sorta l’obbligazione doganale a meno che la persona reputata debitrice non fornisca la prova che sono soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 859».

Procedimento principale e questione pregiudiziale

14 Durante il primo trimestre del 2006, la Döhler ha importato concentrati di succo di frutta che ha trasformato nell’ambito del regime del perfezionamento attivo nella forma del sistema della sospensione, come le era consentito dall’autorizzazione a tal fine concessale. Conformemente a tale autorizzazione, il termine per l’appuramento di tale regime scadeva il quarto trimestre civile successivo al vincolo delle merci non comunitarie al suddetto regime, cioè il 31 marzo 2007. Dagli atti di causa emerge altresì che la suddetta autorizzazione consentiva alla Döhler di immettere in libera pratica, senza dichiarazione doganale, merci tal quali o prodotti compensatori.

15 Sebbene il conto di appuramento dovesse essere presentato nei 30 giorni successivi all’appuramento del regime doganale, ovverosia, nel procedimento principale, entro il 30 aprile 2007, la Döhler ha omesso di farlo e ha ignorato la diffida dello Hauptzollamt che reclamava tale conto per il 20 giugno 2007.

16 In assenza di detto conto di appuramento, il 4 luglio 2007 lo Hauptzollamt ha contabilizzato i dazi all’importazione sul complesso delle merci importate per le quali il termine per l’appuramento era scaduto il 31 marzo 2007, fino a concorrenza del loro valore totale, ovverosia un importo di EUR 1 403 188,49.

17 Il 10 luglio 2007 la Döhler ha infine presentato il suo conto di appuramento relativo alle merci oggetto del procedimento principale, da cui risultava un importo di dazi all’importazione dovuti pari a EUR 217 338,39, corrispondente ad un quantitativo di merci di importazione non esportate entro i termini impartiti, ovverosia entro il 31 marzo 2007, inferiore rispetto a quello preso in considerazione dallo Hauptzollamt.

18 La Döhler ha contestato la differenza tra l’importo dei dazi all’importazione contabilizzato dallo Hauptzollamt e quello risultante dal proprio conto di appuramento e, in seguito al rigetto del suo reclamo, ha presentato ricorso dinanzi al Finanzgericht Hamburg (Sezione tributaria del Tribunale di Amburgo) al fine di ottenere lo sgravio dei dazi che riteneva di non essere tenuta a pagare.

19 Il Finanzgericht Hamburg ha respinto il ricorso di cui era stato investito, considerando che, non rispettando il termine fissato per il deposito del conto di appuramento, la Döhler non aveva adempiuto i suoi obblighi, il che ha comportato il sorgere di un’obbligazione doganale conformemente all’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del codice doganale. Tale giudice ha altresì dichiarato che la presentazione tardiva del conto di appuramento non poteva essere considerata un’inosservanza che non ha avuto in pratica alcuna conseguenza sul corretto funzionamento del regime doganale considerato, ai sensi dell’articolo 204, paragrafo 1, in fine, del codice doganale, come attuato dall’articolo 859, punto 9, del regolamento di applicazione.

20 A tal riguardo il medesimo giudice ha rilevato, da un lato, che il termine di presentazione del conto di appuramento non avrebbe potuto essere prorogato anche qualora la domanda fosse stata fatta in tempo, poiché non vi erano circostanze particolari che giustificassero una siffatta proroga, e, dall’altro, che la Döhler si era resa responsabile di manifesta negligenza, in quanto, quale operatore economico esperto nell’attuazione del regime del perfezionamento attivo, era a conoscenza dell’obbligo di presentare i conti di appuramento in determinate date, avendo inoltre lo Hauptzollamt attirato la sua attenzione sulla necessità di tale adempimento.

21 Contestando il rigetto del suo ricorso da parte del Finanzgericht Hamburg, la Döhler ha dunque proposto ricorso per cassazione («Revision») dinanzi al Bundesfinanzhof (Corte tributaria federale), sostenendo che l’appuramento del regime doganale era avvenuto il 31 marzo 2007 e che qualsiasi inadempienza di un obbligo intervenuta dopo tale data, come la presentazione tardiva del conto di appuramento, non avrebbe potuto influire sul regime doganale né, a fortiori, avrebbe potuto far sorgere un’obbligazione doganale.

22 Il giudice del rinvio, dopo aver esaminato l’interpretazione del codice doganale propugnata dalla Döhler, si interroga sulla nascita di un’obbligazione doganale in circostanze come quelle del caso di specie. Esso sottolinea inoltre il rischio della duplice nascita di un’obbligazione doganale per la parte delle merci non riesportate, una prima volta, alla scadenza del termine per l’appuramento e, una seconda volta, alla scadenza del termine per la presentazione del conto di appuramento.

23 Ciò considerato, il Bundesfinanzhof, ritenendo che la soluzione della controversia dinanzi ad esso pendente necessiti dell’interpretazione del codice doganale, ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:

«Se l’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del [codice doganale] debba essere interpretato nel senso che si applica anche al mancato assolvimento di quegli obblighi da adempiere solo successivamente all’appuramento del relativo regime doganale utilizzato, cosicché il mancato assolvimento dell’obbligo di presentare il conto di appuramento all’ufficio doganale di controllo entro 30 giorni dalla scadenza del termine stabilito per l’appuramento, in caso di merci di importazione che, nel quadro di un regime di perfezionamento attivo nella forma del sistema della sospensione, vengano in parte riesportate nel termine stabilito, faccia sorgere un’obbligazione doganale per l’intero quantitativo delle merci di importazione da appurare, laddove non sussistano le condizioni di cui all’articolo 859, punto 9, del [regolamento di applicazione]».

Procedimento dinanzi alla Corte

La riapertura della fase orale del procedimento

24 Con decisione del 1° marzo 2011 la Corte ha attribuito la presente causa alla Settima Sezione e ha convocato le parti a un’udienza che si è svolta il 13 aprile 2011. Essa ha deciso, inoltre, che la causa sarebbe stata giudicata senza conclusioni.

25 Il 22 settembre 2011, in applicazione dell’articolo 44, paragrafo 4, del regolamento di procedura della Corte, la Settima Sezione ha deciso di rimettere la causa alla Corte perché l’attribuisse a un collegio giudicante più ampio. La Corte ha quindi deciso di riattribuire la causa alla Terza Sezione e di giudicarla dopo aver sentito le conclusioni dell’avvocato generale.

26 Con ordinanza del 25 ottobre 2011, conformemente all’articolo 61 del regolamento di procedura, la Corte ha disposto la riapertura della fase orale e la convocazione delle parti ad una nuova udienza che ha fissato al 1° dicembre 2011.

27 L’avvocato generale ha presentato le proprie conclusioni all’udienza dell’8 marzo 2012 a seguito della quale è stata chiusa la fase orale del procedimento.

Sulla domanda di riapertura della fase orale del procedimento a seguito delle conclusioni

28 Con lettera del 9 marzo 2012 la Döhler ha chiesto il diritto di poter replicare per iscritto alle conclusioni dell’avvocato generale o la riapertura della fase orale. A sostegno della sua domanda, la Döhler esprime il suo disaccordo nei confronti della posizione adottata dall’avvocato generale e sostiene che le conclusioni sono state presentate al di fuori della fase orale, chiusa il 1° dicembre 2011.

29 Si deve anzitutto rilevare che né lo Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea né il suo regolamento di procedura prevedono la facoltà per le parti di depositare osservazioni in risposta alle conclusioni presentate dall’avvocato generale (ordinanza del 4 febbraio 2000, Emesa Sugar, C-17/98, Racc. pag. I-665, punto 2).

30 Riguardo alla riapertura della fase orale, occorre ricordare che la Corte, d’ufficio o su proposta dell’avvocato generale, o anche su istanza di parte, può disporre la riapertura della fase orale, conformemente all’articolo 61 del regolamento di procedura, qualora ritenga di non essere sufficientemente edotta ovvero che la causa debba essere decisa sulla base di un argomento che non sia stato oggetto di dibattito tra le parti (v. sentenza del 3 marzo 2009, Commissione/Austria, C-205/06, Racc. pag. I-1301, punto 13).

31 Nella fattispecie, poiché la Corte ritiene di essere sufficientemente edotta per statuire e poiché non vi è l’esigenza che la causa sia decisa sulla base di argomenti che non siano stati oggetto di dibattito tra le parti, non vi è ragione di accogliere la domanda di riapertura della fase orale.

32 Riguardo all’argomento della Döhler secondo cui le conclusioni sono state presentate al di fuori della fase orale del procedimento, occorre ricordare che l’articolo 59 del regolamento di procedura prevede, da un lato, che l’avvocato generale presenti le sue conclusioni orali motivate prima della chiusura della fase orale e, dall’altro, che il presidente della Corte dichiari chiusa tale fase dopo la presentazione delle conclusioni. Nel caso di specie, è accertato che la fase orale non è stata chiusa prima che l’avvocato generale abbia presentato le sue conclusioni all’udienza dell’8 marzo 2012. Si deve quindi rilevare che le modalità di presentazione delle conclusioni nella presente causa non hanno dato luogo ad alcuna violazione delle norme applicabili dinanzi alla Corte.

33 Di conseguenza, la Corte, sentito l’avvocato generale, ritiene che vadano respinte le istanze della ricorrente nel procedimento principale, dirette ad ottenere l’autorizzazione al deposito di osservazioni scritte supplementari oppure la riapertura della fase orale.

Sulla questione pregiudiziale

34 Con la sua questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del codice doganale debba essere interpretato nel senso che la violazione dell’obbligo di presentare il conto di appuramento all’ufficio di controllo entro 30 giorni dalla scadenza del termine per l’appuramento, previsto dall’articolo 521, paragrafo 1, primo comma, primo trattino, del regolamento di applicazione, comporti il sorgere di un’obbligazione doganale per il complesso delle merci di importazione da appurare, ivi comprese quelle riesportate al di fuori del territorio dell’Unione europea, qualora siano considerate non soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 859, punto 9, del regolamento di applicazione.

35 Conformemente all’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del codice doganale, un’obbligazione doganale all’importazione sorge in seguito all’inadempienza di uno degli obblighi che derivano, per una merce soggetta a dazi all’importazione, dall’utilizzazione del regime doganale cui è stata vincolata, sempre che non si constati che tale inosservanza non ha avuto in pratica alcuna conseguenza sul corretto funzionamento di tale regime. Occorre sottolineare, come fa l’avvocato generale al paragrafo 49 delle sue conclusioni, che ogni caso che non rientri in tale eccezione ricade nella sfera di applicazione dell’articolo 204 del codice doganale.

36 La Döhler sostiene che, nel procedimento principale, il regime del perfezionamento attivo è stato appurato, conformemente all’articolo 89, paragrafo 1, del codice doganale, mediante la riesportazione delle merci nelle forme ed entro i termini prescritti, e che il beneficio di tale regime non può dunque essere revocato retroattivamente dalla nascita di un’obbligazione doganale per il fatto che il conto di appuramento non è stato presentato nel termine prescritto. Pertanto, secondo la Döhler, la violazione dell’obbligo di presentare il conto di appuramento, previsto dall’articolo 521, paragrafo 1, primo comma, primo trattino, del regolamento di applicazione, non può far sorgere un’obbligazione doganale in quanto tale obbligo interviene dopo l’appuramento del regime doganale considerato.

37 Tale posizione non può essere accolta.

38 Infatti, nessuna disposizione del codice doganale e del suo regolamento di applicazione, nelle loro versioni applicabili all’epoca dei fatti, consente di stabilire che, riguardo all’effetto di un’inadempienza sulla nascita di un’obbligazione doganale, in applicazione dell’articolo 204 del codice doganale, occorre distinguere tra un obbligo da eseguire prima o dopo l’appuramento del regime doganale considerato, oppure tra un obbligo cosiddetto «principale» e un altro cosiddetto «secondario».

39 Peraltro, l’articolo 204 del codice doganale, al suo paragrafo 1, enuncia che l’obbligazione doganale sorge in seguito «all’inadempienza di uno degli obblighi che derivano (…) dall’utilizzazione del regime doganale», comprendendo quindi tutti gli obblighi derivanti dal regime doganale considerato. Inoltre, occorre sottolineare che il punto 9 dell’articolo 859 del regolamento di applicazione prevede espressamente che il superamento del termine per la presentazione del conto di appuramento non rientra tra le inosservanze che fanno sorgere un’obbligazione doganale qualora siano soddisfatte determinate condizioni, contenute nel citato articolo,

40 Occorre ricordare che il regime di perfezionamento attivo nella forma del sistema della sospensione costituisce una misura eccezionale destinata ad agevolare lo svolgimento di talune attività economiche. Tale regime implica la presenza, sul territorio doganale dell’Unione, di merci non comunitarie che rischiano di essere integrate, senza essere sdoganate, nel circuito economico degli Stati membri (v. sentenza del 15 luglio 2010, DSV Road, C-234/09, Racc. pag. I-7333, punto 31).

41 Poiché il citato regime comporta un rischio evidente per la corretta applicazione della normativa doganale dell’Unione e la riscossione dei relativi dazi, coloro che ne beneficiano sono tenuti allo stretto rispetto degli obblighi che ne derivano. Analogamente, si deve procedere ad un’interpretazione rigorosa delle conseguenze che essi sopporteranno in caso di inosservanza dei loro obblighi (v. sentenza del 14 gennaio 2010, Terex Equipment e a., C-430/08 e 431/08, Racc. pag. I-321, punto 42).

42 Come sottolineato dall’avvocato generale al paragrafo 50 delle sue conclusioni, è con l’appuramento del regime del perfezionamento attivo sulla base del relativo conto che viene accertata la sorte definitiva delle merci importate, in deroga al regime generale. Il conto costituisce pertanto un documento centrale nell’ambito del funzionamento del regime di perfezionamento attivo nella forma del sistema della sospensione, come dimostrano altresì le dettagliate menzioni che debbono figurarvi a norma dell’articolo 521, paragrafo 2, del regolamento di applicazione, e l’obbligo di depositare tale conto entro 30 giorni dalla scadenza del termine per l’appuramento, come previsto dall’articolo 521, paragrafo 1, primo comma, primo trattino, del regolamento di applicazione, riveste una particolare importanza per il controllo doganale nell’ambito del regime doganale in parola.

43 Di conseguenza, la nascita di un’obbligazione doganale, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, non ha carattere sanzionatorio, bensì deve essere considerata la conseguenza del fatto che non sussistono le condizioni richieste ai fini dell’ottenimento del vantaggio derivante dall’applicazione del regime del perfezionamento attivo nella forma del sistema della sospensione. Infatti, tale regime implica la concessione di un vantaggio condizionato che non può essere concesso se le relative condizioni non sono rispettate, il che rende inapplicabile la sospensione e giustifica, di conseguenza, l’imposizione dei dazi doganali.

44 Inoltre, la Corte ha dichiarato che l’articolo 859 del regolamento di applicazione istituisce validamente un regime che disciplina compiutamente le inadempienze, ai sensi dell’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del codice doganale, che «non hanno avuto in pratica alcuna conseguenza sul corretto funzionamento della custodia temporanea o del regime doganale considerato» (sentenza dell’11 novembre 1999, Söhl & Söhlke, C-48/98, Racc. pag. I-7877, punto 43). Orbene, nel procedimento principale, il giudice del rinvio ha formulato la sua questione pregiudiziale basandosi sull’ipotesi che le condizioni enunciate al citato articolo 859 non siano soddisfatte.

45 Pertanto, si deve ritenere che la violazione di un obbligo, connesso al beneficio del regime di perfezionamento attivo nella forma del sistema della sospensione, da eseguire dopo l’appuramento di detto regime doganale, nel caso di specie l’obbligo di presentare il conto di appuramento nel termine di 30 giorni prescritto dall’articolo 521, paragrafo 1, primo comma, primo trattino, del regolamento di applicazione, faccia sorgere, per tutte le merci da appurare, un’obbligazione doganale in applicazione dell’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del codice doganale qualora non siano soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 859, punto 9, del regolamento di applicazione.

46 Per quanto riguarda il rischio, prospettato dal giudice del rinvio e dalla Döhler, della nascita di una duplice obbligazione doganale per le merci non riesportate nel procedimento principale, si deve ricordare che l’Unione doganale osta alla duplice imposizione di una stessa merce (sentenza del 20 settembre 1988, Kiwall, 252/87, Racc. pag. 4753, punto 11).

47 Spetta dunque al giudice del rinvio assicurarsi che le autorità doganali non facciano sorgere una seconda obbligazione doganale per le merci per le quali un’obbligazione doganale sia già sorta sulla base di un fatto generatore anteriore.

48 Alla luce delle suesposte considerazioni, occorre rispondere alla questione sollevata dichiarando che l’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del codice doganale deve essere interpretato nel senso che la violazione dell’obbligo di presentare il conto di appuramento all’ufficio di controllo entro 30 giorni dalla scadenza del termine per l’appuramento, previsto dall’articolo 521, paragrafo 1, primo comma, primo trattino, del regolamento di applicazione, comporta il sorgere di un’obbligazione doganale per il complesso delle merci di importazione da appurare, ivi comprese quelle riesportate al di fuori del territorio dell’Unione, qualora le condizioni di cui all’articolo 859, punto 9, del regolamento di applicazione siano considerate non soddisfatte.

Sulle spese

49 Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

Diritto

PQM

Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara:

L’articolo 204, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario, come modificato dal regolamento (CE) n. 648/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 aprile 2005, deve essere interpretato nel senso che la violazione dell’obbligo di presentare il conto di appuramento all’ufficio di controllo entro 30 giorni dalla scadenza del termine per l’appuramento, previsto dall’articolo 521, paragrafo 1, primo comma, primo trattino, del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d’applicazione del regolamento n. 2913/92, come modificato dal regolamento (CE) n. 214/2007 della Commissione, del 28 febbraio 2007, comporta il sorgere di un’obbligazione doganale per il complesso delle merci di importazione da appurare, ivi comprese quelle riesportate al di fuori del territorio dell’Unione europea, qualora le condizioni di cui all’articolo 859, punto 9, del suddetto regolamento n. 2454/93 siano considerate non soddisfatte.

 

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Abilitazione alla professione di Avvocato 2002. Iscritto all’Albo Avvocati – Ordine di Napoli – dal 17 dicembre 2002. Iscritto all'Albo Speciale degli Avvocati Cassazionisti, dal 22 gennaio 2016 Membro della Commissione Atti Atipici e Nuove fattispecie negoziali dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, dal 5.07.2016 Focus area: Diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, Intellectual Property Rights. Art Law. Contrattualistica e contenzioso giudiziale. Lingue: Italiano, Inglese Studio Legale Colantonio via Michelangelo Schipa n. 59 80122 Napoli

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