Cassazione civile sez. lav. 20 ottobre 2014 n. 22154

In tema di infortunio in itinere, l’uso del mezzo proprio, con l’assunzione degli ingenti rischi connessi alla circolazione stradale, deve essere valutato con adeguato rigore, tenuto conto che il mezzo di trasporto pubblico costituisce lo strumento normale per la mobilità delle persone e comporta il grado minimo di esposizione al rischio di incidenti (esclusa, nella specie, l’indennizzabilità dell’infortunio occorso al lavoratore che con mezzo proprio si era recato al lavoro, atteso che era emerso che tra l’abitazione e il luogo di lavoro vi era la distanza di 900 metri e di 70 metri dalla fermata dell’autobus all’ingresso della ditta; era stata altresì verificata l’esistenza di un servizio di linea con partenze mattutine alle ore 7.05 e 7.55 con percorrenza del tragitto in circa 3 minuti, sicchè il lavoratore aveva senz’altro a disposizione il servizio di linea di trasporto pubblico, sia utilizzando la corsa delle 7.05 sia utilizzando la corsa delle ore 7.55, tale da consentirgli di raggiungere il posto di lavoro all’orario di lavoro programmato per le ore 8.00).

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