Archivio mensile:novembre 2017

È brevettabile la sostanza chimica “intermedia?

È brevettabile la sostanza chimica “intermedia?

Argomento: Industria chimica e Brevetti

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito che: “in tema di invenzioni industriali, il c.d. “intermedio” è brevettabile come prodotto solo allorché sia fruibile autonomamente rispetto al procedimento in cui si inserisce, mentre non lo è (difettando il requisito dell’attitudine ad avere un’autonoma applicazione industriale) allorché costituisca una mera articolazione del procedimento brevettato, da cui non è quindi concettualmente separabile”

Per intermedio si intende la sostanza chimica che rappresenta il presupposto obbligato di un procedimento di sintesi.

L’informatore scientifico è un lavoratore autonomo?


L’informatore scientifico è un lavoratore autonomo?

Argomento: Industria chimica e informatori scientifici

“Contrariamente alla qualificazione formale del rapporto come di agenzia, l’informatore scientifico del farmaco è dipendente dell’azienda farmaceutica alla stregua di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale dell’industria chimica, a nulla rilevando il limitato margine di autonomia di cui il medesimo godeva nel decidere di ampliare la lista dei sanitari da visitare rispetto a quella predisposta dal datore di lavoro, trattandosi di un aspetto non significativo.” Lo stabilisce con una recente sentenza la Corte di Cassazione sezione lavoro.

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Il Datore di lavoro deve preavvertire il lavoratore dell’approssimarsi del superamento del periodo di comporto?

Il Datore di lavoro deve preavvertire il lavoratore dell’approssimarsi del superamento del periodo di comporto?

Argomento: CCNL Addetti Industria Chimica e Diritto del lavoro

Per la Suprema Corte, “in materia di licenziamento per superamento del periodo di comporto, l’art. 40, comma 26, del c.c.n.l. addetti all’industria chimica, subordina alla richiesta del lavoratore l’obbligo del datore di fornire annualmente indicazioni sulla situazione relativa al periodo di comporto, sicché è da escludere la sussistenza di un autonomo dovere datoriale di preavvertire circa la scadenza del suddetto periodo.” In senso conforme una risalente pronuncia della Corte di Cassazione secondo cui “ … non rileva la mancata conoscenza da parte del lavoratore del limite cosiddetto esterno del comporto e della durata complessiva delle malattie e, in mancanza di un obbligo contrattuale in tal senso, non costituisce violazione da parte del datore di lavoro dei principi di correttezza e buona fede nella esecuzione del contratto la mancata comunicazione al lavoratore dell’approssimarsi del superamento del periodo di comporto, in quanto tale comunicazione servirebbe in realtà a consentire al dipendente di porre in essere iniziative, quali richieste di ferie o di aspettativa, sostanzialmente elusive dell’accertamento della sua inidoneità ad adempiere l’obbligazione.”

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