Archivio mensile:febbraio 2018

Rito Fornero e datore di lavoro sostanziale

Il riferimento all’operatività del rito Fornero quando devono essere risolte questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro, esprime la volontà del Legislatore di non precluderne l’utilizzo neanche quando si chieda la costituzione del rapporto in capo ad un soggetto diverso dal formale datore di lavoro.

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Opzione indennità sostituitiva reintegrazione

Il lavoratore che sia stato licenziato illegittimamente può esercitare il diritto di opzione tra la reintegrazione e l’indennità sostitutiva, nel rispetto del termine di decadenza di cui all’art. 18 V° co. dello statuto dei lavoratori, non incidendo sull’esercizio di tale diritto eventuali circostanze sopravvenute.

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Assenze intermittenti dal lavoro e licenziamenti

L’art. 2 § 2 Lett. b) punto i) Direttiva 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale in base alla quale un datore di lavoro può licenziare un lavoratore in ragione di assenze intermittenti dal lavoro, sebbene giustificate, nella situazione in cui tali assenze sono dovute a malattie imputabili alla disabilità di cui soffre il lavoratore, tranne se tale normativa, nel perseguire l’obiettivo legittimo di lottare contro l’assenteismo, non va al di là di quanto necessario per raggiungere tale obiettivo, circostanza che spetta al giudice del rinvio valutare.

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Insegnante colpita da tappo di bottiglia

L’art. 2087 c.c., nella misura in cui costruisce quale oggetto dell’obbligazione datoriale un facere consistente nell’adozione delle “misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità dei prestatori di lavoro”, permette di imputare al datore di lavoro non qualsiasi evento lesivo della salute dei propri dipendenti, ma solo quello che concretizzi le astratte qualifiche di negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline, dovendo per contro escludersi la responsabilità datoriale ogni qualvolta la condotta sia stata diligente ovvero non sia stata negligente (imprudente, imperita, ecc.) in ordine allo specifico pericolo di cagionare proprio quell’evento concreto che in fatto si è cagionato (nella specie, relativa all’infortunio occorso ad una insegnante colpita ad un occhio da un tappo di bottiglia aperta da un alunno durante dei festeggiamenti, il non aver proibito l’iniziativa del festeggiamento attesa la partecipazione di ragazzi maggiorenni o comunque prossimi alla maturità, e dunque in età adolescenziale avanzata, e il carattere usuale della stessa, non consentivano di ravvisare un aggravamento del rischio professionale; non vi erano elementi che consentivano di affermare che l’uso di alcolici fosse stato assentito; non vi era evidenza che la manovra inopinata dell’alunno fosse in qualche modo determinata da sue condizioni di alterazione per intossicazione alcolica. La condotta abnorme e imprevedibile dell’alunno non consentiva di ravvisare una serie causale prevedibile e adeguata rispetto alla permessa organizzazione del festeggiamento durante l’ordinario orario di lezione scolastiche).

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Rapina e comportamento negligente del dipendente

Deve essere confermato il risarcimento imposto alla direttrice di un ufficio postale oggetto di rapina allorchè sia emerso un comportamento negligente della lavoratrice, consistita nell’avere violato le disposizioni aziendali in materia di giacenza fondi e nel non avere riposto la somma, consegnata il giorno precedente al fatto delittuoso, nella speciale cassaforte (ad apertura ritardata) del vettore, così come prescritto, ma nella cassaforte ordinaria.

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Lesioni personali subite dal dipendente

L’azione di risarcimento proposta dal datore di lavoro nei confronti del terzo, in conseguenza delle lesioni personali subite da un proprio dipendente, per il danno derivante dalla mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative dello stesso, non rientra nella competenza del giudice del lavoro, in quanto il rapporto di lavoro tra l’attore ed il danneggiato non è l’oggetto della relativa controversia.

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Affissione del codice disciplinare

Ai fini della legittimità della sanzione disciplinare della sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, l’istanza istruttoria promossa dal datore di lavoro deve dar prova dell’affissione del codice disciplinare ex art. 7 Statuto dei lavoratori.

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Obbligo di indicare i nomi dei lavoratori sostituiti

Fermo restando quanto previsto dalla disciplina contenuta nel d.lg. n. 368 del 2001, nelle situazioni aziendali complesse il datore di lavoro è esentato dall’obbligo di indicare, nella causale del contratto di assunzione, i nominativi dei lavoratori sostituiti.

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Nelle cause di lavoro il dispositivo va letto in udienza

Nelle controversie soggette al rito del lavoro, l’omessa lettura del dispositivo all’udienza di discussione determina la nullità insanabile della sentenza, per mancanza del requisito formale indispensabile per il raggiungimento dello scopo dell’atto.

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Modifiche all’orario di lavoro e obblighi formativi

Qualora il CCNL preveda, per le modifiche all’orario di lavoro, obblighi informativi a carico del datore di lavoro nonché la facoltà per la delegazione sindacale di provocare la consultazione, quest’ultima deve intendersi come mera facoltà del sindacato, non essendo il datore di lavoro obbligato a provvedervi

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