Testamenti e legati: Distruggere un testamento olografo equivale a revocarlo? Cassazione 2019

Chi fa testamento olografo può revocarlo in qualsiasi momento. Con un altro, successivo, testamento o con comportamenti concludenti, tra i quali rientra lo stracciare il documento che contiene il testamento che non risponde più alle proprie volontà.

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Al lettore potrà sembrare quasi ovvio che distruggere un testamento equivale a revocarlo, ma in realtà la questione è più complessa. Trattandosi di un comportamento (e non di un atto) è necessario che il Giudice ne interpreti, in caso di controversia, la valenza giuridica.

Infatti, la distruzione di un testamento potrebbe non comportare la volontà di revocarlo. Va ricercata dal Giudice l’effettiva volontà del testatore, che non è più in vita, proprio per rispettarne “le ultime volontà”.

“La distruzione del testamento olografo costituisce, ai sensi dell’art. 684 c.c., un comportamento concludente avente valore legale in ordine sia alla riconducibilità della distruzione al testatore sia all’intenzione di quest’ultimo di revocare il testamento medesimo, salva la prova contraria dell’assenza di un’effettiva volontà di revoca.”

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È la massima tratta dalla recente sentenza della Cassazione civile sez. II, 18/04/2019, n.10847.

Il Giudice di Cassazione è intervenuto nella lite tra chi sosteneva di essere stato nominato dal de cuius erede universale e chi riteneva che detto testamento era stato in realtà distrutto dal testatore e che quindi doveva considerarsi revocato, rilevando altresì la violazione della quota di legittima.

La vicenda aveva visto vicende alterne, con la sentenza di primo grado che dichiarava l’annullamento del testamento e la Corte d’appello che “annullava l’annullamento”. La Suprema Corte ha dato poi ragione al Primo Giudice. “Difatti”, così si legge nelle motivazioni “la distruzione del testamento olografo costituisce un comportamento concludente avente valore legale, sia in ordine alla riconducibilità della distruzione al testatore, sia in ordine all’intenzione di quest’ultimo di revocare il testamento, salva la prova contraria in ordine all’assenza di un’effettiva volontà di revoca, volontà che la sentenza, con accertamento in fatto, ha ritenuto insussistente perché  il testatore, non solo aveva distrutto il primo testamento e ne aveva redatto uno nuovo, ma aveva anche conferito ad una delle parti la procura a vendere gli immobili oggetto del lascito in favore dell’altra parte.”

Per saperne di più puoi scrivermi all’indirizzo info@studiocolantonio.com e leggere le altre storie della rubrica “testamenti fantastici”.

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