Luci e distanze: per l’apertura di luci non valgono le distanze

È interessante richiamare una sentenza della Suprema Corte di qualche anno fa (Cassazione civile sez. II, 20/12/2016, n.26383) che chiarisce la differenza tra luci e vedute. È solo per le vedute che sussiste un obbligo di rispetto di distanza minima.

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Il Giudice di legittimità ha infatti precisato che: “L’obbligo di distanze nelle costruzioni sussiste solo in relazione alle vedute, e non anche alle luci.” “Le pareti munite di finestre sono qualificabili come “vedute”, senza ricomprendere quelle sulle quali si aprono finestre cosiddette “lucifere”.

I fatti di causa: l’attore citava in giudizio il convenuto “a seguito di contestazioni sul rispetto delle distanze tra la palazzina in costruzione in … e il suo immobile” per accertare l’avvenuto rispetto delle norme edilizie. Il convenuto costituitosi in giudizio, in via riconvenzionale chiedeva che fosse accertata la violazione delle distanze minime legali di 10 metri tra la palazzina in costruzione e le pareti del loro fabbricato e del relativo “appodiato” (parte annessa all’edificio principale) posto sul lato sud, chiedendo che ne fosse disposto l’arretramento fino alla distanza legale, con conseguente parziale demolizione.

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