Archivi categoria: Infortuni sul lavoro

Nella prevenzione infortuni, spetta al datore di lavoro controllare l’osservanza delle prescrizioni sicurezza

L’art. 2087 c.c. pone in capo al datore, in capo al quale la norma pone un preciso obbligo di controllare che il lavoratore, nell’esercizio dell’attività, osservi le prescrizioni datoriali concernenti l’esecuzione della prestazione in condizioni di sicurezza (confermato il risarcimento in favore dei parenti di un netturbino morto in seguito a complicazioni cardiache; l’uomo, nonostante le precarie condizioni di salute aveva continuato a svolgere regolarmente le proprie funzioni, ignorando il diverso ordine di servizio datogli dal datore di lavoro).

Rif. Cassazione 2018

per la sentenza per esteso e per maggiori informazioni, contattaci senza impegni
Studio Legale Colantonio

il diritto di surroga dell’INAIL per l’indennità giornaliera e le spese mediche anticipate non presuppone l’accertamento del danno

L’Ente previdenziale Inail ha sempre diritto di surrogarsi nei confronti del terzo responsabile di un infortunio per le somme pagate a titolo di indennità giornaliera, ex art. 68 d. P. R. 30 giugno 1965 n. 1124 (che non vengono più in rilievo nel presente giudizio), così come per quelle anticipate a titolo di spese di cura, ex arti. 86 e ss. d.P.R. cit., perché tali indennizzi non possono essere erogati se non a fronte di fatti (l’assenza dal lavoro, la necessità di curarsi) che per la vittima costituiscono pregiudizi teoricamente risarcibili, e che di conseguenza fanno sorgere in capo ad essa il diritto ad esserne risarcita, diritto che per effetto della percezione dell’indennizzo da parte dell’assicuratore sociale si trasferisce in capo a quest’ultimo, ai sensi dell’art. 1916 c.c.. A tal fine, nulla rileva che la vittima dell’illecito non abbia patito alcun pregiudizio alla capacità di lavoro, od altri pregiudizi patrimoniali di sorta.

Rif. Cassazione 2018

per la sentenza per esteso e per maggiori informazioni, contattaci senza impegni
Studio Legale Colantonio

 

Lesioni personali subite dal dipendente

L’azione di risarcimento proposta dal datore di lavoro nei confronti del terzo, in conseguenza delle lesioni personali subite da un proprio dipendente, per il danno derivante dalla mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative dello stesso, non rientra nella competenza del giudice del lavoro, in quanto il rapporto di lavoro tra l’attore ed il danneggiato non è l’oggetto della relativa controversia.

Cassazione 2018. Se ti interessa ricevere la sentenza per esteso e altre sentenze conformi, scrivici a: info@studiocolantonio.com oppure contattaci ai numeri che trovi nel sito.

Infortuni sul lavoro e comportamento abnorme

Alla stregua dell’art. 2087 c.c. non è ipotizzabile a carico dell’imprenditore un obbligo di sicurezza e prevenzione anche in relazione a condotte del dipendente che, pur non rientranti nella nozione di inopinabilità e di abnormità, siano state poste in essere successivamente al compimento della prestazione lavorativa richiesta, perché non rientranti nella suddetta prestazione e perché effettuate senza darne allo stesso preventiva comunicazione secondo le direttive impartite. Corollario di tale principio è che la parte datoriale non incorre nella responsabilità di cui alla norma codicistica per non avere fornito le attrezzature necessarie a tutelare l’integrità psico -fisica del lavoratore nello svolgimento della non prevista prestazione né di non avere esercitato il controllo sulla conseguente esecuzione nel rispetto dei paradigmi di sicurezza legislativamente richiesti.

Rimborso delle spese mediche del lavoratore

Il provvedimento amministrativo che riconosce la dipendenza da causa di servizio dell’infermità ha carattere non costitutivo ma meramente ricognitivo della infermità e della sua dipendenza causale. La disciplina relativa alle spese sostenute dal lavoratore pubblico per la cura delle infermità riconosciute dipendenti da causa si servizio è quella vigente alla data di insorgenza della infermità.

Cassazione 2018

Richiedici la sentenza per email

260.000 minori in nero (stima)

Nell’approfondimento di stasera (29.07.2016) su Rai Due lo speciale sul lavoro minorile in Italia. Save the Children stima che siano almeno 260.000 i minori che lavorano in nero nel nostro Paese.

www.allarmeinfanzia.it

http://www.iemmedizioni.it/wp/lavorare-in-nero-roberto-colantonio/

 

Udine, 5 maggio 2016 – ENAIP

Il 5.05.2016 sarò a Udine, alla sede ENAIP, per tenere un corso di formazione rivolto a datori di lavoro e consulenti aziendali avente ad oggetto: la sicurezza sul lavoro dopo il Jobs Act: evoluzione, nuovi e vecchi adempimenti: riflessioni giuridiche e tecniche”. Mi occuperò della parte giuridica, nelle 4 ore del mattino, mentre la parte tecnica sarà curata dall’Ing. Fonzar, nel pomeriggio.

Roberto Colantonio

locandina 5 maggio sicurezza lavoro colantonio

Cassazione civile sez. lav. 11 novembre 2014 n. 23990

PREVIDENZA ED ASSISTENZA (Assicurazioni e pensioni sociali) – Assicurazione per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali – in genere

Anche nella materia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali trova diretta applicazione la regola contenuta nell’art. 41 c.p., per cui il rapporto causale tra evento e danno è governato dal principio dell’equivalenza delle condizioni, secondo il quale va riconosciuta l’efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, anche in maniera indiretta e remota, alla produzione dell’evento, mentre solamente se possa essere con certezza ravvisato l’intervento di un fattore estraneo all’attività lavorativa, che sia per sé sufficiente a produrre l’infermità tanto da far degradare altre evenienze a semplici occasioni, deve escludersi l’esistenza del nesso eziologico richiesto dalla legge (cassata, nella specie, la decisione dei giudici del merito che avevano escluso che la morte del lavoratore fosse rapportabile all’epotapatia da virus c probabilmente contratta in occasione del trattamento dell’infortunio lavorativo subito dal lavoratore deceduto, atteso che i giudici di merito, pur a fronte di specifiche e precise censure alla ctu, avevano aderito alle conclusioni dell’accertamento peritale limitandosi al mero richiamo alle conclusioni del consulente).