Archivi categoria: lavoro subordinato

Le ore di guardia rientrano nell’orario di lavoro

Il tempo di guardia passato dal lavoratore nel proprio domicilio con l’obbligo di reperibilità e il vincolo di recarsi nel luogo di lavoro entro un breve termine restringono considerevolmente la possibilità per il lavoratore di compiere altre attività e devono perciò essere qualificate come “orario di lavoro”.

Rif. Cassazione 2018

per la sentenza per esteso e per maggiori informazioni, contattaci senza impegni
Studio Legale Colantonio

Senza progetto il contratto si converte automaticamente in lavoro subordinato

Il contratto di lavoro a progetto, disciplinato dall’art. 61 decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, (applicabile, nella versione antecedente le modifiche di cui all’art. 1, comma 23, lettera f, l. n. 92/2012), prevede una forma particolare di lavoro autonomo, caratterizzato da un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale, riconducibile ad uno o più progetti specifici, funzionalmente collegati al raggiungimento di un risultato finale e determinati dal committente, ma gestiti dal collaboratore senza soggezione al potere direttivo altrui e quindi senza vincolo di subordinazione. Ove il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sia instaurato senza l’individuazione di uno specifico progetto, viene a realizzarsi, secondo il regime sanzionatorio articolato dall’art. 69, comma 1 del medesimo decreto legislativo 276, un caso di cd. conversione del rapporto “ope legis”, restando priva di rilievo l’appurata natura autonoma dei rapporti in esito all’istruttoria del giudizio di merito.

Rif. Cassazione 2018

per la sentenza per esteso e per maggiori informazioni, contattaci senza impegni
Studio Legale Colantonio

Senza abilitazione non si può insegnare in una scuola paritaria

Ai sensi dell’art. 1 commi 4 e 6 l. n. 62 del 2000, recante “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione”, e degli artt. 3 e 6 l. 19 gennaio 1942 n. 86, l’abilitazione all’insegnamento è requisito di validità del contratto di lavoro avente ad oggetto mansioni di insegnamento. Il mancato possesso del titolo di abilitazione rende nullo il contratto a termine concluso con una scuola paritaria e, pur accertata la illegittimità del termine, ne preclude la trasformazione in contratto a tempo indeterminato.

Rif. Cassazione 2018

per la sentenza per esteso e per maggiori informazioni, contattaci senza impegni
Studio Legale Colantonio

Il diritto ai permessi Legge 104 viene prima delle esigenze del lavoro part time

Il diritto a fruire dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, l. n. 104/1992, poiché posto a presidio della tutela della salute psico-fisica del disabile quale diritto fondamentale dell’individuo tutelato dall’art. 32 cost., non è comprimibile in ragione dell’orario di lavoro part time di colui che assiste il familiare con handicap in situazione di gravità.

Rif. Cassazione lavoro 2018

per la sentenza per esteso e per maggiori informazioni, contattaci senza impegni
Studio Legale Colantonio

 

Nell’interposizione di manodopera il committente ha l’obbligo di pagare le retribuzioni

 

In tema di interposizione di manodopera, ove ne venga accertata l’illegittimità e dichiarata l’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’omesso ripristino del rapporto di lavoro ad opera del committente determina l’obbligo di quest’ultimo di corrispondere le retribuzioni, salvo gli effetti dell’art. 29 comma 3 bis decreto legislativo 276/2003, a decorrere dalla messa in mora.

Cfr. Cassazione 2018

per la sentenza per esteso e per maggiori informazioni, contattaci senza impegni
Studio Legale Colantonio

Sono assicurate anche le attività lavorative connesse

L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro non copre solamente le specifiche mansioni cui un soggetto è adibito, ma anche le attività lavorative in stretta connessione con l’attività protetta

fattispecie relativa all’infortunio in itinere occorso ad un socio accomandatario mentre si stava recando a supervisionare il luogo in cui erano in corso dei lavori

per la sentenza per esteso e per maggiori informazioni, contattaci senza impegni
Studio Legale Colantonio

Nelle cause di lavoro il dispositivo va letto in udienza

Nelle controversie soggette al rito del lavoro, l’omessa lettura del dispositivo all’udienza di discussione determina la nullità insanabile della sentenza, per mancanza del requisito formale indispensabile per il raggiungimento dello scopo dell’atto.

Cassazione 2018. Se ti interessa ricevere la sentenza per esteso, scrivici a: info@studiocolantonio.com oppure contattaci ai numeri che trovi nel sito.

Il Datore di lavoro deve preavvertire il lavoratore dell’approssimarsi del superamento del periodo di comporto?

Il Datore di lavoro deve preavvertire il lavoratore dell’approssimarsi del superamento del periodo di comporto?

Argomento: CCNL Addetti Industria Chimica e Diritto del lavoro

Per la Suprema Corte, “in materia di licenziamento per superamento del periodo di comporto, l’art. 40, comma 26, del c.c.n.l. addetti all’industria chimica, subordina alla richiesta del lavoratore l’obbligo del datore di fornire annualmente indicazioni sulla situazione relativa al periodo di comporto, sicché è da escludere la sussistenza di un autonomo dovere datoriale di preavvertire circa la scadenza del suddetto periodo.” In senso conforme una risalente pronuncia della Corte di Cassazione secondo cui “ … non rileva la mancata conoscenza da parte del lavoratore del limite cosiddetto esterno del comporto e della durata complessiva delle malattie e, in mancanza di un obbligo contrattuale in tal senso, non costituisce violazione da parte del datore di lavoro dei principi di correttezza e buona fede nella esecuzione del contratto la mancata comunicazione al lavoratore dell’approssimarsi del superamento del periodo di comporto, in quanto tale comunicazione servirebbe in realtà a consentire al dipendente di porre in essere iniziative, quali richieste di ferie o di aspettativa, sostanzialmente elusive dell’accertamento della sua inidoneità ad adempiere l’obbligazione.”

Se l’argomento è di Tuo interesse, contattaci senza impegni per approfondimenti: info@studiocolantonio.com oppure visita il nostro blog www.lavoratorieimprese.com

Il rischio di causa effettivo nelle cause lavoro

Su Repubblica, articolo di Eugenio Occorsio, il giurista Natalino Irto ribadisce l’opportunità di un preventivo sul rischio di causa effettivo nelle cause lavoro.  

cit. «La professione e il dovere dell’avvocato consistono anche nel “calcolare” l’esito della causa. È forse immaginabile che, accanto all’avvocato, vi possa essere un’altra figura, un “esperto di calcolabilità”, capace di misurare, in base ai criteri tradizionali e a indici statistici, il grado di prevedibilità di una causa o di altro affare legale».

Domande, queste, che da sempre vengono poste dai Clienti agli avvocati giuslavoristi ma che in molti casi meriterebbero una risposta più esauriente e circostanziata. è lo stesso Cliente a volte a sottovalutare il problema, interpellando un legale solo dopo aver fatto adottare un provvedimento disciplinare e-o di licenziamento dalle sue risorse interne.

reintegrazione per i lavoratori pubblici

la riforma Fornero e il Jobs act non si applicano ai licenziamenti degli statali.

Resta in vigore per i dipendenti pubblici illegittimamente licenziati la reintegrazione ex art. 18 Statuto dei lavoratori testo originario.

L’ha stabilito la Cassazione con sentenza n. 11868/16

Udine, 5 maggio 2016 – ENAIP

Il 5.05.2016 sarò a Udine, alla sede ENAIP, per tenere un corso di formazione rivolto a datori di lavoro e consulenti aziendali avente ad oggetto: la sicurezza sul lavoro dopo il Jobs Act: evoluzione, nuovi e vecchi adempimenti: riflessioni giuridiche e tecniche”. Mi occuperò della parte giuridica, nelle 4 ore del mattino, mentre la parte tecnica sarà curata dall’Ing. Fonzar, nel pomeriggio.

Roberto Colantonio

locandina 5 maggio sicurezza lavoro colantonio

Il tempo tuta è tempo lavorativo a tutti gli effetti

Lo ricorda una recente sentenza (settembre 2015) della Corte di Appello L’Aquila, riportata in Giuslavorista.it: “Il “tempo divisa” costituisce lavoro effettivo tutte le volte in cui risulta essere “eterodiretto” dal datore di lavoro, che dirige ed organizza, tra le altre, anche le modalità di esecuzione di tale operazione … ”

divisa

Lavoratori autonomi o subordinati?

… a Natale i problemi di lavoro non spariscono, come testimoniato da questa intelligente vignetta. Buon 2016 a tutti i lavoratori, folletti e non.

P.s. la renna ha un serio problema di Mobbing.

Cassazione civile sez. lav. 25 novembre 2014 n. 25012

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Retribuzione – scatti di anzianità

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Trasferimento d’azienda – in genere

Nel caso di trasferimento di azienda, il riconoscimento, in favore dei lavoratori dell’azienda ceduta, dell’anzianità maturata presso il cedente non implica che il cessionario debba corrispondere gli scatti in riferimento a tale anzianità, ove presso il datore di lavoro precedente non esistesse il diritto a percepire gli scatti periodici di anzianità, essendo questi dovuti solo a partire dal periodo lavorativo regolato dalla contrattazione applicata presso il cessionario. Il principio secondo cui nel trasferimento d’azienda il lavoratore conserva tutti i diritti maturati alla data della cessione non consente al medesimo dipendente di rivendicare, sulla base delle norme collettive in vigore presso il cessionario ed in modo retroattivo un diritto a “scatti” retributivi non previsto dalla disciplina collettiva applicata dal cedente e pertanto estraneo al patrimonio giuridico dello stesso al momento del trasferimento.

Cassazione civile sez. lav. 21 novembre 2014 n. 24886

LAVORO SUBORDINATO (Controversie individuali di) – Appello – domande ed eccezioni nuove

Allorchè la Corte di merito abbia accertato che, nella fattispecie, non è emersa la prova dell’avvenuta ricezione, da parte del lavoratore, della missiva contente la contestazione disciplinare propedeutica al successivo licenziamento, non c’è alcuna violazione dello ius novorum in appello, e neppure alcuna ultra petizione o alcuna violazione del principio del contraddittorio, se il lavoratore fa semplici ulteriori deduzioni su elementi di fatto già acquisiti e già oggetto di contraddittorio tra le parti.

Cassazione civile sez. lav. 18 novembre 2014 n. 24517

PREVIDENZA ED ASSISTENZA (Assicurazioni e pensioni sociali) – Assicurazione per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali – assegno e rendita in caso di morte

La rendita da inabilità permanente entra a far parte dei cespiti rilevanti per la valutazione della sussistenza o meno dello stato di dipendenza economica dell’ascendente, ovvero del requisito della ‘vivenza a carico’.

Cassazione civile sez. lav. 18 novembre 2014 n. 24525

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Durata del rapporto – diritto alla conservazione del posto  LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamento – in genere

Il datore di lavoro è legittimato a rinnovare il licenziamento nullo, per mancato superamento del periodo di comporto, irrogando un nuovo licenziamento basato sui medesimi motivi sostanziali determinativi del precedente recesso.

Cassazione civile sez. lav. 17 novembre 2014 n. 24392

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamento – disciplinare

In tema di sanzioni disciplinari, la garanzia di pubblicità del codice disciplinare mediante affissione in luogo accessibile a tutti non si applica laddove il licenziamento faccia riferimento a situazioni concretanti violazione dei doveri fondamentali connessi al rapporto di lavoro (fattispecie relativa al licenziamento di un lavoratore addetto agli acquisti in una società di vendita all’ingrosso di prodotti alimentari, il quale aveva effettuato dei c.d. “fuori linea”, vale a dire cessione gratuita di prodotti con scadenza a breve termine, oppure a prezzi inferiori rispetto a quelli normalmente praticati dalla società, in favore della società della convivente e anche relativamente a prodotti non di sua competenza).

Cassazione civile sez. VI 14 novembre 2014 n. 24363

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Indennità di fine rapporto (T.F.R.) – in genere

Se la previsione dell’esperimento dell’esecuzione forzata deve essere considerata quale espressione dell’ordinaria diligenza che il creditore deve adottare per la realizzazione del proprio diritto, finalizzata, in particolare, a dimostrare la mancanza o l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del debitore, il relativo obbligo viene meno quando l’esecuzione forzata non sia necessaria a dimostrare la mancanza o l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del debitore, essendo già stata fornita aliunde la relativa prova (nella specie, relativa al pagamento del trattamento di fine rapporto da parte del Fondo di garanzia ex legge n. 297 del 1982 art. 2 a favore di un lavoratore che aveva chiesto l’ammissione del proprio credito al fallimento della società datrice di lavoro allorché la procedura concorsuale era già stata chiusa, la prova era stata già fornita dal curatore fallimentare, il quale, dato atto dell’insussistenza di garanzie patrimoniali sufficienti, non aveva nemmeno accertato l’ammontare del passivo, rilevando che quest’ultimo non poteva comunque essere soddisfatto, nemmeno in minima parte).