Archivi categoria: lavoro subordinato

Corte Costituzionale 13 novembre 2014 n. 254

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Tutela delle condizioni di lavoro – sicurezza e prevenzione infortuni

Deve essere dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 36-bis, comma 7, lettera a), del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 2006, n. 248, che ha modificato l’art. 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12 (Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione di attività detenute all’estero e di lavoro irregolare), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 23 aprile 2002, n. 73, nella parte in cui stabilisce: «L’importo delle sanzioni civili connesse all’omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore di cui al periodo precedente non può essere inferiore a euro 3.000, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata». La norma censurata, nel modificare il sistema di quantificazione delle sanzioni civili connesse all’omesso versamento dei contributi e dei premi, ha introdotto una soglia minima, riferita a ciascun lavoratore e indipendente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. Poiché, però, le sanzioni civili connesse all’omesso versamento di contributi e premi hanno una funzione essenzialmente risarcitoria, essendo volte a quantificare, in via preventiva e forfettaria, il danno subito dall’ente previdenziale, la previsione di una soglia minima disancorata dalla durata della prestazione lavorativa accertata, dalla quale dipende l’entità dell’inadempimento contributivo e del relativo danno, è irragionevole.

Cassazione civile sez. lav. 11 novembre 2014 n. 23984

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamenti collettivi – in genere

L’esenzione dal pagamento del contributo di mobilità prevista dall’art. 3 comma 3 della legge n. 223 del 1991 si applica nella sola ipotesi in cui il licenziamento collettivo sia disposto dagli organi di una procedura concorsuale.

Cassazione civile sez. un. 10 novembre 2014 n. 23918

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Collocamento al lavoro – in genere

In tema di sanzioni amministrative per l’impiego di lavoratori non regolarmente denunciati, l’art. 3, comma terzo, della legge 23 aprile 2002, n. 73, letto in combinato disposto con l’art. 9 bis del d.l. 1 ottobre 1996, n. 510 (convertito in legge 28 novembre 1996, n. 608), impone che l’iscrizione del lavoratore nel libro paga e matricola debba avvenire contestualmente all’atto di assunzione; in difetto, consegue automaticamente l’applicazione della sanzione, rimanendo irrilevante, a tali fini, che la registrazione venga effettuata in epoca successiva a quella dell’effettivo impiego del lavoratore, diversamente ricorrendo una non prevista sanatoria

Cassazione civile sez. VI 07 novembre 2014 n. 23765

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Indennità – di malattia e infortunio

Qualora l’indennità di malattia, anticipata dal datore di lavoro, risulti non dovuta, l’unico soggetto legittimato al recupero della prestazione indebitamente erogata è l’istituto previdenziale, non potendo essere rimessa al datore di lavoro alcuna valutazione sulla sussistenza dei presupposti condizionanti le spettanze dell’indennità in questione, quali le condizioni attinenti alla sussistenza della malattia o all’osservanza dell’obbligo di reperimento nelle fasce orarie; pertanto, l’eventuale mancato invio da parte del lavoratore ( o la mancata prova dell’invio) all’INPS della certificazione attestante la malattia nel termine prescritto non può essere eccepita dal datore di lavoro per giustificare la mancata erogazione quale “adiectus solutionis causa” della indennità di malattia.

Cassazione civile sez. lav. 06 novembre 2014 n. 23669

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamento – reintegrazione nel posto di lavoro: esecuzione in forma specifica

Il nuovo art. 18 della legge n. 300/1970, come novellato dalla legge n. 92/2012 (legge Fornero), tiene distinta la valutazione del fatto materiale dalla sua qualificazione. Pertanto, la tutela della reintegrazione trova spazio in relazione alla verifica della sussistenza/insussistenza del fatto materiale posto a fondamento del licenziamento, verifica che si esaurisce nell’accertamento, positivo o negativo, dello stesso fatto condotto senza margini per valutazioni discrezionali (disposto, nella specie, il reintegro del lavoratore direttore di banca accusato di condotte inadempienti nella gestione dell’ufficio, atteso che l’istruttoria svolta aveva escluso la commissione delle condotte come contestate, ossia con riferimento ai connotati dell’abitualità che le rendevano più gravi rispetto ad una condotta occasionale, e perciò inidonee a giustificare la massima sanzione disciplinare).

Cassazione civile sez. lav. 05 novembre 2014 n. 23600

LAVORO SUBORDINATO (Contratto particolare) – Contratti speciali previsti nella riforma Biagi

A fronte del potere unilaterale del datore di lavoro di fissare le modalità temporali della prestazione pattuita, la disponibilità alla chiamata del datore di lavoro, pur non potendosi equiparare a lavoro effettivo, deve, comunque, trovare adeguato compenso, tenendo conto di un complesso di circostanze a tal fine significative, quali l’incidenza sulla possibilità di attendere ad altre attività, il tempo di preavviso previsto o di fatto osservato per la richiesta di lavoro “a comando”, l’eventuale quantità di lavoro predeterminata in misura fissa, la convenienza dello stesso lavoratore a concordare di volta in volta le modalità della prestazione.

Cassazione civile sez. VI 05 novembre 2014 n. 23513

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Retribuzione – in genere

Una volta che il lavoratore ha percepito gli incrementi retributivi previsti, con effetto retroattivo, dal nuovo contratto collettivo, per lo stesso periodo non può più riconoscersi l’indennità di vacanza contrattuale, posto che il rinnovo del contratto ha già coperto gli effetti dell’inflazione (fattispecie relativa alla controversia promosso da alcuni dipendenti del MIUR per l’ottenimento dell’indennità di vacanza contrattuale prevista dal CCNL comparto scuola, in ragione del fatto che gli accordi di rinnovo contrattuale erano stati sottoscritti tardivamente dalle parti sociali).

Cassazione civile sez. lav. 03 novembre 2014 n. 23381

LAVORO SUBORDINATO (Contratto particolare) – Assunzione in prova – in genere

L’Amministrazione datrice, nel procedere all’assunzione a tempo indeterminato del lavoratore, dopo che il medesimo era stato in precedenza assunto dalla stessa Amministrazione a tempo determinato (sei mesi), con un periodo di prova di quindici giorni e con le medesime funzioni (Comandante del Corpo di Polizia Municipale), può legittimamente apporre il patto di prova di sei mesi previsto dal CCNL Comparto Regioni ed Autonomie locali, allorquando la reiterazione della prova sia necessaria per valutare complessivamente non solo le capacità professionali del lavoratore, ma anche le reali capacità organizzative, propositive, di direzione e coordinamento del lavoratore.

Cassazione civile sez. lav. 23 ottobre 2014 n. 2254

Domus Medica

Qualora il lavoratore lamenti di essere stato licenziato oralmente, ed il datore di lavoro eccepisca invece la sussistenza di sue dimissioni, la prova gravante sul dipendente è limitata alla sola estromissione dal servizio, mentre la controdeduzione del datore di lavoro assume la valenza di un’eccezione in senso stretto, il cui onere probatorio ricade sull’eccipiente (nella specie, la Corte territoriale aveva statuito che non risultava provato quanto allegato dalla lavoratrice che dopo essersi assentata dal lavoro a causa di minacce d’aborto si era ripresentata venendo a suo dire verbalmente licenziata, mentre dalle dichiarazioni testimoniali si evinceva che la stessa si era volontariamente allontanata).

Cassazione civile sez. lav. 22 ottobre 2014 n. 22388

Il datore di lavoro, una volta esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti costituenti infrazioni disciplinari, non può esercitare, una seconda volta, per quegli stessi fatti, il detto potere ormai consumato.
Poste Italiane S.p.A.

Cassazione civile sez. lav. 21 ottobre 2014 n. 22287

Ove le prestazioni rese dal lavoratore socialmente utile siano difformi da quelle previste dal programma originario, deve escludersi che possa trovare applicazione la tutela della costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Cassazione civile sez. lav. 20 ottobre 2014 n. 22152

Integra l’ipotesi di giusta causa, comportante l’impossibilità intrinseca di prosecuzione del rapporto per recisione del vincolo fiduciario, la condotta d’insubordinazione del lavoratore rispetto alle direttive impartite dal suo superiore corroborata nella sua efficacia rescindente dal pregresso comportamento recidivante del lavoratore.

Cassazione civile sez. lav. 20 ottobre 2014 n. 22154

In tema di infortunio in itinere, l’uso del mezzo proprio, con l’assunzione degli ingenti rischi connessi alla circolazione stradale, deve essere valutato con adeguato rigore, tenuto conto che il mezzo di trasporto pubblico costituisce lo strumento normale per la mobilità delle persone e comporta il grado minimo di esposizione al rischio di incidenti (esclusa, nella specie, l’indennizzabilità dell’infortunio occorso al lavoratore che con mezzo proprio si era recato al lavoro, atteso che era emerso che tra l’abitazione e il luogo di lavoro vi era la distanza di 900 metri e di 70 metri dalla fermata dell’autobus all’ingresso della ditta; era stata altresì verificata l’esistenza di un servizio di linea con partenze mattutine alle ore 7.05 e 7.55 con percorrenza del tragitto in circa 3 minuti, sicchè il lavoratore aveva senz’altro a disposizione il servizio di linea di trasporto pubblico, sia utilizzando la corsa delle 7.05 sia utilizzando la corsa delle ore 7.55, tale da consentirgli di raggiungere il posto di lavoro all’orario di lavoro programmato per le ore 8.00).

Cassazione civile sez. lav. 13 ottobre 2014 n. 21565

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Trasferimento d’azienda – in genere

Il cessionario di azienda acquista gli obblighi gravanti sul cedente in favore del lavoratore, a norma dell’art. 2112, comma 1, c.c.; ne consegue che egli risponde di tutti quelli non già estinti per prescrizione.

Cassazione civile sez. lav. 10 ottobre 2014 n. 21497

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Autonomia o subordinazione (differenza tra – ) – in genere

Con riferimento ai lavoratori dello spettacolo il legislatore ha voluto predisporre una tutela previdenziale ad ampio raggio, non diversa da quella elargita ai lavoratori dipendenti, a vantaggio di categorie di lavoratori esplicanti la loro attività nel settore dello spettacolo e in relazione ai quali non sempre è possibile distinguere se l’attività dai medesimi espletata sia di lavoro subordinato o di lavoro autonomo, e senza, quindi, che sia necessario previamente accertare la natura, autonoma o subordinata, dell’attività prestata (riconosciuta, nella specie, la sussistenza di rapporti di lavoro subordinati relativi a lavoratori con ruolo di totalizzatori, addetti agli ingressi e servizi vari quali pista, sala antidoping, gabbie per la partenza cavalli, servizi igienici, ingresso della direzione, e , di conseguenza, confermata la validità della cartella esattoriale emessa per mancato versamento di contributi).

Cassazione civile sez. lav. 09 ottobre 2014 n. 21300

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – In genere

La mancata percezione del disvalore umano e sociale delle condizioni di lavoro e di vita imposte al dipendente (straniero) comporta la violazione dell’impegno internazionale assunto dalla Repubblica Italiana, con la ratifica della Convenzione dell’OIL del 1975, per la quale ogni Stato contraente garantisce parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti tra i lavoratori stranieri e quelli italiani, nonché una violazione dell’art. 3 Cost., dell’art 14 CEDU e degli artt. 15 e 21 Carta di Nizza (riconosciute, nella specie, le differenze retributive per un operaio di una stalla sottoposto a condizioni di lavoro disumane, costretto a lavorare oltre sedici ore al giorno, compresi i festivi, con una sola ora di pausa per il pranzo e con il divieto di allontanarsi dalla stalla).

Cassazione civile sez. lav. 07 ottobre 2014 n. 21093

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamento – per giusta causa

E’ legittimo il licenziamento intimato al lavoratore che, nei giorni di malattia, svolge attività lavorativa gratuita in favore dei familiari, essendo tale attività del tutto incompatibile con lo stato di salute (nella specie, l’attività lavorativa in questione, oltre che ad essere in contrasto con la denunciata patologia osteoarticolare, risultava in contrasto anche con la dedotta depressione, in quanto l’attività di sorveglianza ‘anti-taccheggio’ prestata dal lavoratore comportava la necessità di una costante focalizzazione dell’attenzione e di contatti anche antagonistici con persone non conosciute).

Cassazione civile sez. lav. 07 ottobre 2014 n. 21092

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamento – preavviso e indennità sostitutiva

L’obbligo di versamento dell’indennità di mancato preavviso ex art. 2118 c.c. spetta al lavoratore licenziato anche in caso di passaggio diretto del lavoratore dall’azienda che cessa dall’appalto a quella che subentra nello stesso appalto,mancando nella norma richiamata una previsione espressa che escluda la corresponsione dell’indennità.

Tribunale Roma sez. lav. 03 ottobre 2014 n. 9079

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamento – impugnazione

Nella fase di opposizione all’ordinanza di rigetto del ricorso per l’annullamento del licenziamento, in base all’art. 1 comma 51 l. n. 92 del 2012, non possono essere proposte domande diverse da quelle di cui all’art. 1 comma 47 l. n. 92 – riguardante le tutele di cui all’art. 18 st. lav. – che non siano fondate su identici fatti costitutivi (nel caso di specie è stata dichiarata inammissibile la domanda risarcitoria fondata sulla asserita violazione da parte del datore di lavoro della normativa a tutela dell’ambiente di lavoro).

Cassazione civile sez. lav. 02 ottobre 2014 n. 20820

LAVORO SUBORDINATO (Controversie individuali di) – Sentenza – in genere

Massima.

L’art. 281 – sexies c.p.c. – che prevede la possibilità per il giudice di esporre a verbale, subito dopo la lettura del dispositivo di sentenza, le ragioni di fatto e di diritto poste a base della decisione – è compatibile col rito del lavoro, che proprio per la sua specialità non richiede la fissazione di un’udienza ad hoc per la precisazione delle conclusioni, né altre formalità prodromiche rispetto all’adozione di questo modello decisorio.

 

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