Archivi categoria: pubblici esercizi

Orario apertura esercizi pubblici – Rassegna Giurisprudenziale anno 2014

Autorità: Corte Costituzionale

Data: 11/06/2014

  1. 165

Parti: Pres. Cons. C. Reg. Toscana

Fonti: Giurisprudenza Costituzionale 2014, 3, 2635 Foro it. 2014, 11, I, 3042

Classificazioni: TOSCANA – Artigianato, commercio, industria, fiere e mercati

Toscana – Artigianato, commercio, industria, fiere e mercati – Commercio – Distribuzione di carburanti – Funzionamento contestuale della modalità “servito” e della modalità “self-service” durante l’orario di apertura dell’impianto – Ostacolo effettivo alla libera concorrenza – Violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza – Illegittimità costituzionale – Assorbimento di ulteriori profili.

È costituzionalmente illegittimo l’art. 18 l. reg. Toscana 5 aprile 2013 n. 13. La disposizione censurata, relativa all’orario degli impianti di distribuzione di carburanti, sostituendo l’art. 84, comma 3, l. reg. 7 febbraio 2005 n. 28, impone il funzionamento contestuale della modalità “servito” e della modalità “self-service” durante l’orario di apertura dell’impianto, in contrasto con quanto stabilito dall’art. 28, comma 7 d.l. 6 luglio 2011 n. 98, espressivo della competenza statale esclusiva in materia di concorrenza ex art. 117, comma 2, lett. e), cost. L’onere aggiuntivo imposto agli operatori toscani origina, invero, una alterazione della parità concorrenziale in patente violazione del citato art. 28, comma 7, secondo cui “Non possono essere posti specifici vincoli all’utilizzo di apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato, durante le ore in cui è contestualmente assicurata la possibilità di rifornimento assistito dal personale, a condizione che venga effettivamente mantenuta e garantita la presenza del titolare della licenza di esercizio dell’impianto rilasciata dall’ufficio tecnico di finanza o di suoi dipendenti o collaboratori. […]”.

Autorità: Consiglio di Stato sez. V

Data: 27/05/2014

  1. 2746

Parti: D.F. e altro C. Com. Pioltello e altro

Fonti: Foro Amministrativo (Il) 2014, 5, 1435 (s.m)

Classificazioni: COMMERCIO DI VENDITA AL PUBBLICO – Orario dei negozi

Commercio di vendita al pubblico – Orario dei negozi – Art. 31 comma 1, d.l. n. 201 del 2011 – Ordinanza sindacale che ritiene abrogato l’obbligo al rispetto degli orari di apertura e di chiusura, alla chiusura domenicale e festiva e alla giornata di chiusura infrasettimanale – Legittimità – Motivazione specifica – Non occorre.

Ai sensi dell’art. 31 comma 1 d.l. 6 dicembre 2011 n. 201, conv. con modificazioni dalla l. 22 dicembre 2011 n. 214, è legittima l’ordinanza sindacale avente ad oggetto la disciplina degli orari di attività dei pubblici esercizi per la quale, a decorrere dal 1º gennaio 2012, deve ritenersi abrogato l’obbligo al rispetto degli orari di apertura e di chiusura, alla chiusura domenicale e festiva e alla giornata di chiusura infrasettimanale; né tale ordinanza abbisogna di una motivazione specifica, atteso che essa si limita in realtà ad applicare doverosamente le nuove disposizioni in materia di orari ed apertura al pubblico degli esercizi commerciali, disposizioni che, sulla base dell’interpretazione fornita dal giudice delle leggi, rientrano nella disciplina della concorrenza ed appartengono alla potestà legislativa dello Stato, con conseguente illegittimità costituzionale delle norme regionali che determinino restrizioni alla concorrenza stessa.

 

Autorità: T.A.R. Campobasso sez. I

Data: 31/03/2014

  1. 205

Parti: Confcommercio Campobasso e altro C. Com. Campobasso

Fonti: Foro Amministrativo (Il) 2014, 3, 953 (s.m)

Classificazioni: COMMERCIO DI VENDITA AL PUBBLICO – Orario dei negozi

Commercio di vendita al pubblico – Orario dei negozi – Liberalizzazione – Estensione alle imprese artigiane – Legittimità.

È legittima l’ordinanza sindacale che estende la liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali e degli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande anche alle imprese artigiane, che svolgano attività sussidiaria di vendita dei relativi prodotti nei locali contigui a quelli della produzione

Archivio selezionato: Massime

Autorità: T.A.R. Bologna sez. II

Data: 14/02/2014

  1. 185

Parti: SILB FIPE e altro C. Com. Bologna e altro

Fonti: Redazione Giuffrè amministrativo 2014, 2, 74

Classificazioni: COMMERCIO DI VENDITA AL PUBBLICO – Orario dei negozi

COMMERCIO DI VENDITA AL PUBBLICO – Orari dei negozi – Liberalizzazione degli orari per attività di intrattenimento – Silenzio inadempimento – Fattispecie.

Sussiste l’obbligo di provvedere del Comune sulle istanze dirette all’applicazione della nuova normativa in tema di liberalizzazione degli orari alle attività di intrattenimento e di ballo esercitate dai ricorrenti, non potendosi, all’evidenza, ritenere assolto tale obbligo giuridico di provvedere, da parte del Comune, mediante gli incontri e/o le più o meno formali risposte date in tali sedi dall’Assessore Comunale ai rappresentanti delle associazioni di categoria (nella fattispecie la questione dell’estensione del regime di liberalizzazione degli orari anche alle attività dei ricorrenti, non poteva oggettivamente essere considerata quale attività vincolata per l’amministrazione comunale, risultando questione interpretativa e valutativa assai complessa, in riferimento alla quale si ritiene che l’amministrazione sia dotata di potere discrezionale, con la conseguenza che l’obbligo in parola va circoscritto unicamente all’adozione di un espresso, motivato provvedimento sulle istanze dei ricorrenti).

Commercio di cose usate di valore apprezzabile

  • Cassazione civile sez. II  13 giugno 2014 n. 13525
  • Chi esercita il commercio di cose usate di valore apprezzabile, ancorché non ricomprese tra quelle antiche o preziose, deve farne preventiva dichiarazione all’autorità locale di pubblica sicurezza.
  • Revoca Cass., sez. II, 9 aprile 2009 n. 8752