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Cassazione civile sez. lav. 05 gennaio 2015 n. 4

Il compenso forfetario, che prescinde dallo straordinario effettivamente prestato e che è entrato a far parte della retribuzione ordinaria, costituisce un superminimo e perciò non può essere ridotto unilateralmente (confermata, nella specie, la decisione dei giudici del merito, che avevano condannato la società datrice di lavoro al pagamento in favore del lavoratore dell’importo dovuto a titolo di compenso a forfait per eventuale lavoro straordinario. La Corte territoriale aveva ritenuto che il compenso forfetario costituiva un superminimo, che prescindeva dallo straordinario effettivamente prestato e che era entrato a far parte della retribuzione ordinaria, e perciò non poteva essere ridotto unilateralmente).

Cassazione civile sez. VI 14 novembre 2014 n. 24363

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Indennità di fine rapporto (T.F.R.) – in genere

Se la previsione dell’esperimento dell’esecuzione forzata deve essere considerata quale espressione dell’ordinaria diligenza che il creditore deve adottare per la realizzazione del proprio diritto, finalizzata, in particolare, a dimostrare la mancanza o l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del debitore, il relativo obbligo viene meno quando l’esecuzione forzata non sia necessaria a dimostrare la mancanza o l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del debitore, essendo già stata fornita aliunde la relativa prova (nella specie, relativa al pagamento del trattamento di fine rapporto da parte del Fondo di garanzia ex legge n. 297 del 1982 art. 2 a favore di un lavoratore che aveva chiesto l’ammissione del proprio credito al fallimento della società datrice di lavoro allorché la procedura concorsuale era già stata chiusa, la prova era stata già fornita dal curatore fallimentare, il quale, dato atto dell’insussistenza di garanzie patrimoniali sufficienti, non aveva nemmeno accertato l’ammontare del passivo, rilevando che quest’ultimo non poteva comunque essere soddisfatto, nemmeno in minima parte).

Cassazione civile sez. lav. 13 novembre 2014 n. 24231

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Indennità di fine rapporto (T.F.R.) – in genere

l’esecutività dello stato passivo che abbia accertato in sede fallimentare l’esistenza e l’ammontare d’un credito per TFR in favore del dipendente dell’imprenditore dichiarato fallito importa, ai sensi dell’art. 2 legge n. 297/82, il subentro dell’INPS nel debito del datore di lavoro insolvente, senza che l’istituto previdenziale possa in alcun modo contestarne l’assoggettabilità alla procedura concorsuale e l’accertamento ivi operato, al quale resta vincolato sotto il profilo dell’an e del quantum debeatur.

Cassazione civile sez. VI 03 novembre 2014 n. 23399

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Retribuzione – cassa integrazione guadagni

In tema di cassa integrazione guadagni, pur dopo l’entrata in vigore del D.P.R. n. 218 del 2000 – la comunicazione che il datore, ai sensi della legge n. 164 del 1975, art 5, è tenuto a dare alle rappresentanze sindacali aziendali deve contenere l’indicazione dei criteri di individuazione dei lavoratori da sospendere e le modalità della rotazione.