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15 novembre 2018 ore 18, Presentazione Il collezionista d’arte contemporanea

Iniziare, valorizzare, gestire una collezione sono le tre tappe del percorso di un collezionista che ne determinano scelte e possibilità, lasciando la sua impronta nel mondo e nelle persone che lo circondano. Molte delle competenze che occorrono si acquisiscono strada facendo, affinandole e migliorandole. Non sempre però si ha la fortuna di imparare dai propri errori. Quale che sia la motivazione che lo spinge (investimento, risparmio, realizzazione personale e visibilità sociale, mecenatismo o sponsoring, condivisione o semplice curiosità), un collezionista, persona fisica o impresa, deve dotarsi di una serie di strumenti: padroneggiare i contratti, saper dialogare con intermediari e operatori del settore, così come con la parte pubblica, istituzioni e musei per la fase di storicizzazione della collezione, conoscere il regime della tassazione e delle agevolazioni fiscali. “Il collezionista d’arte contemporanea” è rivolto a junior collezionisti e a collezionisti esperti per arricchire e mettere a punto la loro cassetta degli attrezzi. Prefazione di Lucrezia Longobardi e Alice Zannoni.

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Non paga l’irap l’artista che non organizza l’evento

Non è soggetto all’Irap l’artista che non organizza gli eventi e non ne è il responsabile, anche a fronte di guadagni elevati da tale attività.

Cassazione civile, sez. trib., 13/12/2017,  n. 29863

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SIAE e secondary ticketing

È illecita la vendita sul mercato secondario dei biglietti di un evento musicale quando l’attività di secondary ticketing viene svolta in maniera professionale e organizzata dalle stesse società che organizzano l’evento e/o gestiscono piattaforme informatiche di commercio elettronico, ponendo in essere una vera e propria attività lucrativa, che si interpone tra i distributori ufficiali e i consumatori. Tale illiceità deriva dal fatto che essa si traduce in una sostanziale elusione delle disposizioni a tutela del diritto patrimoniale d’autore e dunque in un pregiudizio economico sia per gli autori rappresentati dalla SIAE che per i consumatori finali (oltre che per l’Erario).

Tribunale Roma, sez. IX, 30/11/2016

L’irap e il requisito dell’autonoma organizzazione

Il professionista, l’artista o l’imprenditore individuale il quale si serva di un solo collaboratore adibito a mansioni di segreteria o, comunque, mansioni meramente esecutive, non è soggetto all’IRAP. Infatti, l’apporto recato all’attività del professionista dalle suddette risorse materiali e umane integra il requisito dell’autonoma organizzazione solo ove esso ecceda, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale, requisito non sussistente nella fattispecie in esame alla luce della prodotta documentazione ove si rinviene unicamente un’indispensabile strumentazione a corredo dello svolgimento dell’attività lavorativa. Infatti, dal libro dei cespiti ammortizzabili risulta la dotazione di computer, fax, stampante e programma applicativo, pertanto, si tratta di un’attività che esula dall’applicazione dell’IRAP.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise), sez. II, 06/11/2017,  n. 657

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SIAE e diffusione online di catalogo multimediale

In tema di violazione delle leggi sul diritto d’autore, il gestore di un sito che mette a disposizione del pubblico (mediante visione in streaming o download) un vasto catalogo multimediale di opere cinematografiche e televisive, tutelate dal diritto d’autore, senza le licenze di sfruttamento rilasciate dalla Siae, è punibile ai sensi dell’art. 171-ter, comma 2, lett. a-bis) L. n. 633/1941 solo se risulti provata la finalità di lucro, che costituisce un requisito essenziale di punibilità.

Per fine di lucro deve intendersi l’intento del file sharer di trarre dalla comunicazione al pubblico, per il tramite della messa in condivisione in rete di opere protette, un guadagno economicamente apprezzabile e non un mero risparmio di spesa.

Tribunale Frosinone, 07/02/2017, n. 181

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SIAE e format televisivi

In tema di diritto di autore relativo a programmi televisivi, ai fini della configurabilità di un’opera dell’ingegno, pur potendosi prescindere da una assoluta novità ed originalità di essa e nell’ambito di un concetto giuridico di creatività comunque soggettivo, è necessario, con riferimento al “format” cioè all’idea base di programma quale modello da ripetere anche da altre emittenti o in altre occasioni ed in assenza di una definizione normativa, avere riguardo alla nozione risultante dal bollettino ufficiale della SIAE n. 66 del 1994, secondo cui l’opera, ai fini della prescritta tutela, deve presentare come elementi qualificanti articolazioni sequenziali e tematiche costituite da un titolo, un canovaccio o struttura narrativa di base, un apparato scenico e personaggi fissi, così realizzando una struttura esplicativa ripetibile del programma.

Cassazione civile, sez. I, 27/07/2017, n. 18633

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Fotografia e patto di unica riproduzione

In tema di cessione dei diritti di autore sulle fotografie, la previsione di cui all’art. 89 della legge sul diritto di autore, n. 633 del 1941, nello stabilire la regola secondo cui la cessione del negativo o di analogo mezzo di riproduzione della fotografia comprende, salvo patto contrario, la cessione dei diritti previsti nell’articolo precedente, sempreché tali diritti spettino al cedente, non regola affatto il caso opposto, ossia quello nel quale l’autore delle fotografie abbia trattenuto il negativo (o l’analogo mezzo di riproduzione) limitandosi a cedere all’editore una copia stampata di esso, atteso che in tal caso l’esistenza del patto di unica riproduzione deve essere provata attraverso gli ordinari mezzi, non potendo risultare da una inesistente presunzione di legge.

Cassazione civile, sez. VI, 14/11/2017, n. 26949

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L’abusiva riproduzione e l’illecita duplicazione di opere

In tema di diritto d’autore, la fattispecie penale punita dall’art. 171 -ter legge n. 633/1941 e relativa all’abusiva riproduzione e all’illecita duplicazione di opere costituisce al contempo illecito amministrativo punito in via pecuniaria dalla competente autorità amministrativa, poiché non sussiste un rapporto di pregiudizialità tra i due illeciti.

Cassazione civile, sez. II, 18/12/2017, n. 30319

 

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la Street art è illegale? Intervista su letture. org

una mia intervista su La Street art è illegale? su letture.org

intervista su letture.org

“Avvocato Colantonio, Lei è autore del libro La Street art è illegale? Il diritto dell’arte di strada edito da Iemme: qual è la definizione giuridica di «arte di strada»?
La Street art è una forma di espressione creativa, non necessariamente artistica, un modo di comunicare che si caratterizza per avere un suo luogo ben preciso: gli spazi esterni, in prevalenza urbani. La Street art nasce nella strada, per la strada. Ma se viene spostata da lì? La recente musealizzazione della Street art, consacrata (e osteggiata) per quanto riguarda l’Italia a partire dal 2016, ha aperto una crisi nell’ambito di una corrente nata dal basso, senza una direzione unitaria, in mille rivoli e direzioni, senza un supporto critico-storiografico, al punto che si è levata da più parti un lamento funebre della Street art. La Street art è già morta? La mia sensazione invece … ” Il testo completo su letture.org

La Street art è illegale? In biblioteca

il mio “La Street art è illegale? Il diritto dell’arte di strada” è presente nelle seguenti biblioteche:

Biblioteca MAMBO – Museo d’arte moderna di Bologna – Bologna – BO

Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti – Modena – MO

Grazie, ne sono onorato.

Roberto Colantonio

Street art in biblioteca

per gli altri miei libri presenti nelle biblioteche:

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