Archivi tag: infortunio del lavoratore

eccessivo carico di lavoro

In tema di responsabilità del datore di lavoro pubblico ex art. 2087 c.c. per l’eccessivo carico di lavoro imposto al lavoratore, ai fini della prova liberatoria, non è sufficiente l’allegazione generica della carenza di organico, costituendo l’organizzazione dei reparti, la consistenza degli organici e la predisposizione dei turni espressione ed attuazione concreta dell’assetto organizzativo adottato dalla datrice di lavoro. Il datore di lavoro pubblico ha l’onere di provare l’adozione di comportamenti specifici che siano suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche, quali anche la possibilità di organizzare diversamente il lavoro.

Cassazione 2018

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Infortuni sul lavoro e comportamento abnorme

Alla stregua dell’art. 2087 c.c. non è ipotizzabile a carico dell’imprenditore un obbligo di sicurezza e prevenzione anche in relazione a condotte del dipendente che, pur non rientranti nella nozione di inopinabilità e di abnormità, siano state poste in essere successivamente al compimento della prestazione lavorativa richiesta, perché non rientranti nella suddetta prestazione e perché effettuate senza darne allo stesso preventiva comunicazione secondo le direttive impartite. Corollario di tale principio è che la parte datoriale non incorre nella responsabilità di cui alla norma codicistica per non avere fornito le attrezzature necessarie a tutelare l’integrità psico -fisica del lavoratore nello svolgimento della non prevista prestazione né di non avere esercitato il controllo sulla conseguente esecuzione nel rispetto dei paradigmi di sicurezza legislativamente richiesti.

Rimborso delle spese mediche del lavoratore

Il provvedimento amministrativo che riconosce la dipendenza da causa di servizio dell’infermità ha carattere non costitutivo ma meramente ricognitivo della infermità e della sua dipendenza causale. La disciplina relativa alle spese sostenute dal lavoratore pubblico per la cura delle infermità riconosciute dipendenti da causa si servizio è quella vigente alla data di insorgenza della infermità.

Cassazione 2018

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Udine, 5 maggio 2016 – ENAIP

Il 5.05.2016 sarò a Udine, alla sede ENAIP, per tenere un corso di formazione rivolto a datori di lavoro e consulenti aziendali avente ad oggetto: la sicurezza sul lavoro dopo il Jobs Act: evoluzione, nuovi e vecchi adempimenti: riflessioni giuridiche e tecniche”. Mi occuperò della parte giuridica, nelle 4 ore del mattino, mentre la parte tecnica sarà curata dall’Ing. Fonzar, nel pomeriggio.

Roberto Colantonio

locandina 5 maggio sicurezza lavoro colantonio

Cassazione civile sez. lav. 08 gennaio 2015 n. 70

Deve essere confermata la decisione dei giudici di merito che avevano escluso il riconoscimento dell’inabilità permanente al lavoratore che lamentava un infortunio sul lavoro allorchè si stato accertato che preesisteva una situazione patologica (nella specie, ernia discale), avendo lo sforzo determinato soltanto la sintomatologia dolorosa e, dunque, un effetto diverso da quello denunciato dal lavoratore.

Cassazione civile sez. lav. 25 novembre 2014 n. 25020

PREVIDENZA ED ASSISTENZA (Assicurazioni e pensioni sociali) – Assicurazione per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali – contributi o premi

Ai fini della determinazione dei premi dovuti dalle imprese all’INAIL e della classificazione delle lavorazioni, ove un’impresa svolga più lavorazioni, il Giudice del merito deve in concreto accertare, tra le lavorazioni svolte, quale assuma la connotazione di lavorazione principale e, quindi, se le ulteriori attività si pongano in correlazione non solo tecnica ma anche funzionale con la lavorazione principale, nel senso che deve trattarsi di lavorazioni tali da consentire una più agevole, completa e rapida realizzazione delle finalità aziendali, realizzando beni e servizi nella misura strettamente necessaria ed imposta dalla lavorazione principale e, solo all’esito positivo della predetta indagine, attribuire alle ulteriori attività la voce tariffaria corrispondente alla lavorazione principale.

Cassazione civile sez. lav. 18 novembre 2014 n. 24517

PREVIDENZA ED ASSISTENZA (Assicurazioni e pensioni sociali) – Assicurazione per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali – assegno e rendita in caso di morte

La rendita da inabilità permanente entra a far parte dei cespiti rilevanti per la valutazione della sussistenza o meno dello stato di dipendenza economica dell’ascendente, ovvero del requisito della ‘vivenza a carico’.

Cassazione civile sez. lav. 20 ottobre 2014 n. 22154

In tema di infortunio in itinere, l’uso del mezzo proprio, con l’assunzione degli ingenti rischi connessi alla circolazione stradale, deve essere valutato con adeguato rigore, tenuto conto che il mezzo di trasporto pubblico costituisce lo strumento normale per la mobilità delle persone e comporta il grado minimo di esposizione al rischio di incidenti (esclusa, nella specie, l’indennizzabilità dell’infortunio occorso al lavoratore che con mezzo proprio si era recato al lavoro, atteso che era emerso che tra l’abitazione e il luogo di lavoro vi era la distanza di 900 metri e di 70 metri dalla fermata dell’autobus all’ingresso della ditta; era stata altresì verificata l’esistenza di un servizio di linea con partenze mattutine alle ore 7.05 e 7.55 con percorrenza del tragitto in circa 3 minuti, sicchè il lavoratore aveva senz’altro a disposizione il servizio di linea di trasporto pubblico, sia utilizzando la corsa delle 7.05 sia utilizzando la corsa delle ore 7.55, tale da consentirgli di raggiungere il posto di lavoro all’orario di lavoro programmato per le ore 8.00).