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Nell’interposizione di manodopera il committente ha l’obbligo di pagare le retribuzioni

 

In tema di interposizione di manodopera, ove ne venga accertata l’illegittimità e dichiarata l’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’omesso ripristino del rapporto di lavoro ad opera del committente determina l’obbligo di quest’ultimo di corrispondere le retribuzioni, salvo gli effetti dell’art. 29 comma 3 bis decreto legislativo 276/2003, a decorrere dalla messa in mora.

Cfr. Cassazione 2018

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Cassazione civile sez. lav. 05 gennaio 2015 n. 4

Il compenso forfetario, che prescinde dallo straordinario effettivamente prestato e che è entrato a far parte della retribuzione ordinaria, costituisce un superminimo e perciò non può essere ridotto unilateralmente (confermata, nella specie, la decisione dei giudici del merito, che avevano condannato la società datrice di lavoro al pagamento in favore del lavoratore dell’importo dovuto a titolo di compenso a forfait per eventuale lavoro straordinario. La Corte territoriale aveva ritenuto che il compenso forfetario costituiva un superminimo, che prescindeva dallo straordinario effettivamente prestato e che era entrato a far parte della retribuzione ordinaria, e perciò non poteva essere ridotto unilateralmente).

Cassazione civile sez. lav. 25 novembre 2014 n. 25012

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Retribuzione – scatti di anzianità

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Trasferimento d’azienda – in genere

Nel caso di trasferimento di azienda, il riconoscimento, in favore dei lavoratori dell’azienda ceduta, dell’anzianità maturata presso il cedente non implica che il cessionario debba corrispondere gli scatti in riferimento a tale anzianità, ove presso il datore di lavoro precedente non esistesse il diritto a percepire gli scatti periodici di anzianità, essendo questi dovuti solo a partire dal periodo lavorativo regolato dalla contrattazione applicata presso il cessionario. Il principio secondo cui nel trasferimento d’azienda il lavoratore conserva tutti i diritti maturati alla data della cessione non consente al medesimo dipendente di rivendicare, sulla base delle norme collettive in vigore presso il cessionario ed in modo retroattivo un diritto a “scatti” retributivi non previsto dalla disciplina collettiva applicata dal cedente e pertanto estraneo al patrimonio giuridico dello stesso al momento del trasferimento.

Cassazione civile sez. VI 05 novembre 2014 n. 23513

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Retribuzione – in genere

Una volta che il lavoratore ha percepito gli incrementi retributivi previsti, con effetto retroattivo, dal nuovo contratto collettivo, per lo stesso periodo non può più riconoscersi l’indennità di vacanza contrattuale, posto che il rinnovo del contratto ha già coperto gli effetti dell’inflazione (fattispecie relativa alla controversia promosso da alcuni dipendenti del MIUR per l’ottenimento dell’indennità di vacanza contrattuale prevista dal CCNL comparto scuola, in ragione del fatto che gli accordi di rinnovo contrattuale erano stati sottoscritti tardivamente dalle parti sociali).