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Cassazione civile sez. VI 14 novembre 2014 n. 24363

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Indennità di fine rapporto (T.F.R.) – in genere

Se la previsione dell’esperimento dell’esecuzione forzata deve essere considerata quale espressione dell’ordinaria diligenza che il creditore deve adottare per la realizzazione del proprio diritto, finalizzata, in particolare, a dimostrare la mancanza o l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del debitore, il relativo obbligo viene meno quando l’esecuzione forzata non sia necessaria a dimostrare la mancanza o l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del debitore, essendo già stata fornita aliunde la relativa prova (nella specie, relativa al pagamento del trattamento di fine rapporto da parte del Fondo di garanzia ex legge n. 297 del 1982 art. 2 a favore di un lavoratore che aveva chiesto l’ammissione del proprio credito al fallimento della società datrice di lavoro allorché la procedura concorsuale era già stata chiusa, la prova era stata già fornita dal curatore fallimentare, il quale, dato atto dell’insussistenza di garanzie patrimoniali sufficienti, non aveva nemmeno accertato l’ammontare del passivo, rilevando che quest’ultimo non poteva comunque essere soddisfatto, nemmeno in minima parte).

Cassazione civile sez. lav. 13 novembre 2014 n. 24231

LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Indennità di fine rapporto (T.F.R.) – in genere

l’esecutività dello stato passivo che abbia accertato in sede fallimentare l’esistenza e l’ammontare d’un credito per TFR in favore del dipendente dell’imprenditore dichiarato fallito importa, ai sensi dell’art. 2 legge n. 297/82, il subentro dell’INPS nel debito del datore di lavoro insolvente, senza che l’istituto previdenziale possa in alcun modo contestarne l’assoggettabilità alla procedura concorsuale e l’accertamento ivi operato, al quale resta vincolato sotto il profilo dell’an e del quantum debeatur.